Al Museo Archeologico di Pontecagnano la Giornata contro la violenza sulle donne

Una serata all’insegna della cultura, del teatro e della musica per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Donation 25/11/2017 0

L’iniziativa è in programma domenica 26 novembre 2017 presso il Museo Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di Frontiera.

A promuoverla l’Amministrazione Comunale, su impulso del Sindaco Ernesto Sica e dell’Assessora alle Pari Opportunità Lucia Zoccoli, in sinergia con il Museo guidato dalla Direttrice Luigina Tomay, l’Ogepo dell’Università degli Studi di Salerno diretto dalla professoressa Maria Rosaria Pelizzari, Manden Diritti civili e Legalità presieduto dall’avvocato Grazia Biondi, L.a.a.v. Officina Teatrale, Sonora Junior Sax, l’Associazione Insieme presieduta da Marianna Rago e Donation Italia guidata dal Presidente Luigi Bisogno.

Sarà, inoltre, presente l’avvocato Stefania De Martino di Spazio Donna che,  insieme all’Assessora Zoccoli, condurrà la fase delle riflessioni “Noi ci siamo”.

Ad aprire l’evento, alle ore 18, la performance “Euthalia Fiore che sboccia” di L.a.a.v. Officina Teatrale con la regia di Viviane Cammarota e la voce dell’attrice Antonella Valitutti.

Alle ore 19, invece, spazio a Sonora Junior Sax diretta dal maestro Domenico Lucianocoadiuvato dai maestri Luigi Cioffi e Nicola De Giacomo. Tra i novanta elementi protagonisti dell’esibizione ci saranno anche cinque giovani di Pontecagnano Faiano. Si tratta di Giorgia Corrente, Sara Corrente, Claudia Fiondo, Valentina Malandrino eGiacomo Mele.

“Siamo orgogliosi – dichiara il Primo Cittadino Ernesto Sica – del lavoro svolto e dei risultati raggiunti dalla nostra Amministrazione in tema di pari opportunità. Particolarmente compiaciuti per aver ricevuto via libera da parte dei giudici del Tribunale di Salerno alla costituzione di parte civile del nostro Ente, attraverso l’Associazione Fedra, nel processo di abusi su una nostra minore. E’ un risultato di grande  civiltà che ci fa riflettere e, allo stesso tempo, ci sprona a fare sempre meglio, a guardare avanti, e stimolare anche altri Enti e soggetti a fare la loro parte”.

“Questa serata – conferma l’Assessora Lucia Zoccoli – ci consente di riflettere e di fare ilpunto della situazione. Lo facciamo alla presenza di tanti giovani perchè è a loro che dobbiamo inculcare il desiderio per il rispetto di ogni essere umano. Rivolgo un particolare ringraziamento alla dottoressa Tomay per averci voluto accompagnare in questa giornata, a Grazia Biondi per lo sforzo quotidiano a favore dei diritti delle donne e così anche a Stefania De Martino di Spazio Donna, che rappresentano per me riferimenti a cui guardo con interesse e rinnovata gratitudine. Lo stesso vale per l’Ogepo che è al nostro fianco costantemente e a tutte le altre Associazioni per avermi fatto sentire meno sola nel difficile compito di Assessora alle Pari Opportunità. È stato difficile creare una rete tra donne impegnate, anche di diversa estrazione politica, ma sono convinta che solo così è possibile abbattere il muro di omertà,  menefreghismo, pressapochismo che avvolge le questioni di genere e il cammino dell’affermazione dei diritti delle donne”.

(fonte: www.gazzettadisalerno.it)

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In una calda giornata di luglio, ricordo di aver ricevuto la mail dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale SIOI, la quale, a conclusione di un processo di selezione fatto di cv, lettere motivazionali e colloqui, mi chiedeva di accettare o meno la carica di Giovane Delegata d’Italia alle Nazioni Unite per l’anno 2022/2023. Esplosione di felicità e cuore in gola.  Ancora ricordo l’ansia pressante con cui controllavo le mail ogni giorno dalla fine del colloquio alla settimana successiva. Con un susseguirsi di telefonate, mail e messaggi per organizzare il passaggio di consegne, la formazione e il necessario per la partenza, sapevo che da li a due mesi sarei volata a New York per partecipare alla Settimana di Alto Livello alle Nazioni Unite e ai lavori della Terza Commissione con i diplomatici della Rappresentanza Permanente d’Italia alle UN. Ma se inaspettata fu la chiamata, ancora di più lo sono stati i mesi successivi che non avrei mai potuto immaginare mi avrebbero portata ad oggi a scrivere questo articolo. Fin da quando ero bambina, quando mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande, la mia risposta è sempre stata “viaggiare il mondo, conoscere tante persone nuove”. Con la crescita questo desiderio impellente di viaggiare e scoprire si è trasformato nella passione per il mondo che mi circonda, per le relazioni internazionali, per le differenze tra culture, religioni e tradizioni che formano il Sistema internazionale di oggi, volendo oltrepassare quei confini del mio piccolo angolo di mondo. Mi chiedevo quindi cosa avrei dovuto fare per raggiungere questo sogno, quali erano i passi necessari per avvicinarmi un po’ di più a quella stella dei desideri che sembrava così lontana. Ho iniziato a studiare le lingue, come chiave per entrare nei mondi altrui, per conoscerli e comprenderli. Ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche per capire il leitmotiv di questo Sistema. Mi sono trasferita a Milano per continuare gli studi in Relazioni Internazionali e Diplomazia per approfondire la mia conoscenza. Ma ovviamente l’Università non è stata abbastanza e non mi permetteva di capire, fino in fondo, se la strada intrapresa fosse giusta, se davvero sarei stata in grado di perseguire il mio sogno. Anche perché, diciamocelo, è normale non sentirsi abbastanza o sentirsi non in grado, quando si è studente, quando l’Università ci sembra un tunnel scuro che sembra non finire mai. Perché quindi non trovare un modo per condividere queste preoccupazioni con altre persone come me? Perché non trovare un modo per mettere in pratica quello che studiavo sui libri e, magari, acquisire anche qualche competenza in più? Così ho conosciuto MSOI Milano e nel 2021 sono entrata a far parte del consiglio Direttivo del Movimento Studentesco. 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Il cammino verso la realizzazione del mio obiettivo non è stato privo di ostacoli, dubbi e perplessità.  Crescendo, ho dovuto superare le aspettative tradizionali che spesso circondano le aspirazioni dei giovani, specialmente per le ragazze. Mentre molte persone intorno a me suggerivano di seguire una strada più "sicura" e convenzionale, io sapevo nel profondo che la mia strada era diversa e che dovevo mettercela tutta per trovare la giusta direzione. Ma soprattutto dovevo mettermi in gioco. Per tanto tempo leggevo bandi, posizioni, annunci e mai per nessuno pensavo di avere le capacità giuste per essere selezionata. Il “perché dovrebbero scegliere me” ha rimbombato nella mia testa per diverso tempo. Fin quando non ho pensato che per vincere il gioco dovevo iniziare la partita. E così, ho tratto i dadi. Ho mandato la domanda per quel Programma che sembrava un sogno, così distante, così difficile. Ma un CV, un video, un colloquio e una chiamata, hanno ridotto qualsiasi tipo di distanza. Da settembre sarei stata la Youth Delegate d’Italia alle Nazioni Unite. Non voglio però usare questo spazio per raccontare le conferenze a cui ho partecipato o i discorsi che ho scritto. Piuttosto voglio riflettere sul fatto che solo dopo un anno che ho parlato davanti l’intero mondo a nome del mio paese, ho capito quale avrebbe dovuto essere la risposta alla domanda “perché vuoi essere la prossima giovane delegata d’Italia alle Nazioni Unite?”. In questo anno, ho fatto tutto il possibile affinché più giovani venissero a conoscenza di questa opportunità ma soprattutto del fatto che c’è qualcuno, esattamente come loro, che li può rappresentare in un forum internazionale, nel cuore della diplomazia, a livello mondiale. Ho capito che essere “delegata” vuol dire rappresentare qualcuno la cui voce non è ascoltata e capita. 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Di acquisire tutti gli strumenti necessari per essere emancipati e fautori di un futuro più giusto ed equo. È per questo che abbiamo organizzato eventi e conferenze, in presenza e online, per divulgare il nostro lavoro e le nostre idee tra giovani e adulti. Ad oggi posso dire che la strada per raggiungere le mie aspirazioni ha preso forma ma non ha ancora fine. Sicuramente il punto di partenza risiede con quella ragazzina che pensava di non essere abbastanza perché non ricordava perfettamente tutte le lezioni dell’Università o perché in triennale non ha mai preso un trenta come tanti coetanei. Ognuno di noi è in grado di fare qualcosa, basta solo crederci e capire qual è la strada giusta sbagliando anche altre cento volte prima di trovarla.   Giulia Tariello
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