BLIND POTTERY LIGHT

Percorso tattile e narrativo dedicato ai non-vedenti e ipovedenti

Donation 13/12/2017 0

BLIND POTTERY LIGHT
“L’Essenziale è invisibile agli occhi”

 


PERCORSO TATTILE E NARRATIVO ISPIRATO ALLE
 “LUCI D’ARTISTA” & IL“PICCOLO PRINCIPE”
DEDICATO AI NON VEDENTI ED IPOVEDENTI
 

 

C O N F E R E N Z A    S T A M P A

VENERDI 15 DICEMBRE 2017
SALA GONFALONE – COMUNE DÌ SALERNO
ORE 11.00

 

La IIIª Edizione della Mostra d’Arte “Blind Pottery Light”, oltre alla consueta ispirazione alle Luci d’Artista di Salerno, quest’anno si arricchisce con la realizzazione di tavole rappresentanti Il Piccolo Principe, divenuto un’icona pop, un esempio di quanto sia importante nella vita essere curiosi e avere sete di conoscenza, e di quanto sia importante “vedere col cuore”. Perché la bellezza, quando non è filtrata dai pregiudizi, riesce ad arrivare fino al cuore dei bambini, ma anche a quello degli adulti che hanno perso la capacità di ascoltare davvero”.

Curare un percorso tattile narrativo è il fine ultimo, oltre alla lettura di testi in braille, le persone non vedenti e ipovedenti, avranno la possibilità di “accarezzare” 5 delle più famose illustrazioni originali di Antoine de Saint-Exupery e diverse riproduzioni delle istallazioni delle Luci d’Artista di Salerno.

L’iniziativa, fortemente sostenuta dall’Associazione Nazionale DONATION Italia (www.donationitalia.org), è stata organizzata e ideata dal prof. Stefano Esposito e dalla dott.ssa Anna Ferrara.

La Conferenza Stampa di presentazione si terrà il giorno venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 11.00 presso il Salone Gonfalone del Comune di Salerno.

La Mostra potrà essere visitabile i giorni: il 16 dicembre alle ore 10.30 presso il Caffè Letterario G. Verdi di Salerno in piazza Luciani ?28; il 17 dicembre ore 18.00 presso l’Eco Bistrot di Salerno sul lungomare Cristoforo Colombo ?23; dal 18 dicembre al 4 gennaio presso l’Associazione ANAIMA di Cava de’ Tirreni in via Gino Palumbo ?18.

Le Tavole sono realizzate dell’Associazione Clio Art di Salerno, che organizza laboratori plastici e che inoltre, ha realizzato un percorso tattile, affisso sulle pareti esterne dell’Istituto Santa Caterina di Salerno. La tecnica maggiormente usata da Clio Art su ceramica, è quella dello spolvero, dove una volta riprodotto il disegno, con appositi strumenti, quali mirette e scavini, esso diventa un bassorilievo; tecnica che sta consentendo ai ragazzi disabili dell’Associazione diversamente abili A.N.A.I.M.A (Associazione Nazionale Assistenza Invalidi e Meno Abbienti) di Cava de’Tirreni, di imparare a lavorare la ceramica in modo diverso, divenendo dei veri e propri artisti.

L’evento è patrocinato, oltre all’Associazione DONATION Italia, dal Comune di Salerno, dall’Associazione Rete dei Giovani per Salerno, Associazione Aquilartes (L’Aquila), dall’Associazione ANAIMA di Cava, il Centro Te.Ri. di Cava de Tirreni, dall’Eco Bistrot di Salerno, dall’Unione Ciechi Sez. di Salerno e dal Forum Regionale dei Giovani della Campania.

 

 

RELATORI

CONFERENZA  STAMPA


Venerdì 15 Dicembre 2017
SALA GONFALONE – COMUNE DÌ SALERNO
ORE 11.00

 

Saluti Istituzionali
Vincenzo Napoli, Sindaco del Comune di Salerno
Mariarita Giordano, Assessore Politiche Giovanili e Innovazione del Comune di Salerno
Luigi Bisogno, Presidente Associazione DONATION Italia
Carlo Conte, Segreteria Forum Regionale dei Giovani della Campania

 

Intervengono
Stefano Esposito, Ideatore e Curatore Mostra, Socio DONATION Italia

Gaetano Rispoli, Presidente Associazione ANAIMA

Francesco Cafaro, Presidente Uici Salerno
Amelia Marino, Presidente Associazione Clio Art
Gianluca De Martino, Presidente Rete dei Giovani per Salerno
Stefano Pagliara, Vice Presidente DONATION Italia

 

Conclusioni

Anna Ferrara, Segretaria volontaria ANAIMA

(passa la parola ai ragazzi dell’ANAIMA)

Claudia Padovano

Raffaele Lambiase

Massimiliano Lambiase

Modera
Fabiana Amato, Giornalista del Mattino

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Luglio 2022: “Gentile Giulia, sei risultata vincitrice del bando UNYD 2022/2023!”

In una calda giornata di luglio, ricordo di aver ricevuto la mail dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale SIOI, la quale, a conclusione di un processo di selezione fatto di cv, lettere motivazionali e colloqui, mi chiedeva di accettare o meno la carica di Giovane Delegata d’Italia alle Nazioni Unite per l’anno 2022/2023.


Esplosione di felicità e cuore in gola.  Ancora ricordo l’ansia pressante con cui controllavo le mail ogni giorno dalla fine del colloquio alla settimana successiva. Con un susseguirsi di telefonate, mail e messaggi per organizzare il passaggio di consegne, la formazione e il necessario per la partenza, sapevo che da li a due mesi sarei volata a New York per partecipare alla Settimana di Alto Livello alle Nazioni Unite e ai lavori della Terza Commissione con i diplomatici della Rappresentanza Permanente d’Italia alle UN.

Ma se inaspettata fu la chiamata, ancora di più lo sono stati i mesi successivi che non avrei mai potuto immaginare mi avrebbero portata ad oggi a scrivere questo articolo.

Fin da quando ero bambina, quando mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande, la mia risposta è sempre stata “viaggiare il mondo, conoscere tante persone nuove”. Con la crescita questo desiderio impellente di viaggiare e scoprire si è trasformato nella passione per il mondo che mi circonda, per le relazioni internazionali, per le differenze tra culture, religioni e tradizioni che formano il Sistema internazionale di oggi, volendo oltrepassare quei confini del mio piccolo angolo di mondo. Mi chiedevo quindi cosa avrei dovuto fare per raggiungere questo sogno, quali erano i passi necessari per avvicinarmi un po’ di più a quella stella dei desideri che sembrava così lontana.

Ho iniziato a studiare le lingue, come chiave per entrare nei mondi altrui, per conoscerli e comprenderli. Ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche per capire il leitmotiv di questo Sistema. Mi sono trasferita a Milano per continuare gli studi in Relazioni Internazionali e Diplomazia per approfondire la mia conoscenza. Ma ovviamente l’Università non è stata abbastanza e non mi permetteva di capire, fino in fondo, se la strada intrapresa fosse giusta, se davvero sarei stata in grado di perseguire il mio sogno. Anche perché, diciamocelo, è normale non sentirsi abbastanza o sentirsi non in grado, quando si è studente, quando l’Università ci sembra un tunnel scuro che sembra non finire mai.

Perché quindi non trovare un modo per condividere queste preoccupazioni con altre persone come me? Perché non trovare un modo per mettere in pratica quello che studiavo sui libri e, magari, acquisire anche qualche competenza in più? Così ho conosciuto MSOI Milano e nel 2021 sono entrata a far parte del consiglio Direttivo del Movimento Studentesco. In ormai due anni di esperienza associativa, ho imparato tanto, soprattutto la condivisione ed il lavoro di squadra, aprendomi una piccola finestrella sul panorama della diplomazia. Ma ovviamente uno scorcio non mi bastava. Avevo bisogno di vedere il quadro completo: ho visto come lavora un Organizzazione non governativa a status consultativo con l’ECOSOC delle Nazioni Unite e cosa fa un Consolato Generale italiano in un altro paese.

Ma la verità è che tutte queste esperienze mi hanno dato la possibilità di acquisire maggior capacità e abilità utili per aprire altre porte; per rispondere ai requisiti indicati nelle posizioni lavorative. Però la vera opportunità che ha cambiato la persona che ero, aiutandomi a costruire quella che sono oggi, mi è stata data quel luglio del 2022.

Il cammino verso la realizzazione del mio obiettivo non è stato privo di ostacoli, dubbi e perplessità.  Crescendo, ho dovuto superare le aspettative tradizionali che spesso circondano le aspirazioni dei giovani, specialmente per le ragazze. Mentre molte persone intorno a me suggerivano di seguire una strada più "sicura" e convenzionale, io sapevo nel profondo che la mia strada era diversa e che dovevo mettercela tutta per trovare la giusta direzione. Ma soprattutto dovevo mettermi in gioco. Per tanto tempo leggevo bandi, posizioni, annunci e mai per nessuno pensavo di avere le capacità giuste per essere selezionata. Il “perché dovrebbero scegliere me” ha rimbombato nella mia testa per diverso tempo.

Fin quando non ho pensato che per vincere il gioco dovevo iniziare la partita. E così, ho tratto i dadi. Ho mandato la domanda per quel Programma che sembrava un sogno, così distante, così difficile.

Ma un CV, un video, un colloquio e una chiamata, hanno ridotto qualsiasi tipo di distanza. Da settembre sarei stata la Youth Delegate d’Italia alle Nazioni Unite.

Non voglio però usare questo spazio per raccontare le conferenze a cui ho partecipato o i discorsi che ho scritto. Piuttosto voglio riflettere sul fatto che solo dopo un anno che ho parlato davanti l’intero mondo a nome del mio paese, ho capito quale avrebbe dovuto essere la risposta alla domanda “perché vuoi essere la prossima giovane delegata d’Italia alle Nazioni Unite?”.

In questo anno, ho fatto tutto il possibile affinché più giovani venissero a conoscenza di questa opportunità ma soprattutto del fatto che c’è qualcuno, esattamente come loro, che li può rappresentare in un forum internazionale, nel cuore della diplomazia, a livello mondiale. Ho capito che essere “delegata” vuol dire rappresentare qualcuno la cui voce non è ascoltata e capita. Vuol dire avere la possibilità di accedere il riflettore su delle problematiche che altrimenti resterebbero all’oscuro. Ma non sono per noi italiani. Esattamente come i diplomatici in Rappresentanza, io e il mio collega abbiamo lavorato a stretto contatto con altri giovani, abbiamo compreso i problemi che ci accomunano, le crisi economiche e climatiche, la guerra, la paura del futuro, e ne abbiamo parlato a gran voce alle Nazioni Unite. Pensa un po’, anche con il Presidente dell’Assemblea Generale.

Abbiamo cercato di ricordare che se noi potevamo essere lì è perché siamo privilegiati e con questo onore portiamo l’onere di parlare per coloro che non hanno potuto permettersi il viaggio. O il cui visto è stato rifiutato. Di coloro il cui governo è in guerra o in default. In questo anno ho capito che la chiave necessaria per aprire le porte del cambiamento è l’istruzione, ed è quindi fondamentale garantire a tutti il diritto di accedervi, di studiare, di riunirsi e di comprendere. Di acquisire tutti gli strumenti necessari per essere emancipati e fautori di un futuro più giusto ed equo. È per questo che abbiamo organizzato eventi e conferenze, in presenza e online, per divulgare il nostro lavoro e le nostre idee tra giovani e adulti.

Ad oggi posso dire che la strada per raggiungere le mie aspirazioni ha preso forma ma non ha ancora fine. Sicuramente il punto di partenza risiede con quella ragazzina che pensava di non essere abbastanza perché non ricordava perfettamente tutte le lezioni dell’Università o perché in triennale non ha mai preso un trenta come tanti coetanei. Ognuno di noi è in grado di fare qualcosa, basta solo crederci e capire qual è la strada giusta sbagliando anche altre cento volte prima di trovarla.

 

Giulia Tariello

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